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Donne sempre più visionarie?

Impresa Rosa che Storia e Impresa in rosa che Idea!

Nelle donne cresce sempre più il desiderio di mettersi in gioco, realizzare i propri sogni attraverso la realizzazione di progetti e attività imprenditoriali. Ciò è possibile anche grazie ai bandi che mettono a disposizione fondi per finanziare idee e progetti.

 

La creazione di nuove imprese femminili under 35 ha guidato la ripresa post pandemia Covid. Nel primo trimestre del 2021 è aumentata del ben 8%.

 

È stato costituito, presso il Ministero dello sviluppo economico, il Comitato Impresa Donna, in materia di imprenditorialità. Il sostegno finanziario principale, per la creazione di imprese femminili, deriva dalle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

 

La legge di bilancio 2021 (L. n. 178/2020, art. 1, co. 97-106) ha istituito un Fondo, dotato di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, finalizzato a per:

 

  • sostenere l’avvio dell’attività, gli investimenti e il rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale delle imprese femminili, con specifica attenzione ai settori dell’alta tecnologia; 
  • programmi ed iniziative per la diffusione di cultura imprenditoriale tra la popolazione femminile;
  • programmi di formazione e orientamento verso materie e professioni in cui la presenza femminile va adeguata alle indicazioni di livello europeo e nazionale, con iniziative per promuovere il valore dell’impresa femminile nelle scuole e nelle Università; per la diffusione di cultura imprenditoriale tra le donne; di orientamento e formazione verso professioni tipiche dell’economia digitale; azioni di comunicazione per diffondere la cultura femminile d’impresa e promuovere i programmi finanziati. 

 

A livello locale, in Abruzzo, per esempio, Tiziana Pecoraro giovane imprenditrice ha partecipato al concorso “Impresa Rosa, che storia”, concorso indetto dalla camera di commercio di Chieti, raccontando di come ha dato vita alla sua attività. Titolare di “It’s lighting”, brand di illuminazione artigianale dal design moderno e made in Italy .

 

Anche l’imprenditrice Arianna Alaimo, estetista di successo sui social che vanta un seguito di ben 30.000 follower, ha partecipato al concorso della Camera di Commercio di Chieti-Pescara e grazie all’aiuto di Giancarlo Barbarisi, è riuscita ad ottenere fondi e ampliare la sua impresa.  

 

“Le opportunità per le donne– prosegue Barbarisi – sono davvero molte. Proprio per questo, circa 6 anni fa la Camera di Commercio di Chieti-Pescara ha creato “Imprese in rosa che storia” per premiare le imprenditrici femminili che hanno sviluppato al meglio la loro idea imprenditoriale, l’hanno resa performante e di successo. Anche quest’anno le imprenditrici si racconteranno e le due migliori storie vinceranno un premio da 1.000 euro ciascuno. La partecipazione al concorso è gratuita e qui si può visionare il regolamento. Racconta la tua storia, rendici partecipi del tuo successo.

 

Come partecipare a “Impresa in rosa: che storia”

Per il 2021 il Comitato Imprenditoria Femminile (CIF) ha deciso che il premio andrà ad un’unica impresa o startup che si rivelerà unica e originale.

 

Non si vuole solo valorizzare storie incredibili, ma si vuole portare a conoscenza di milioni di donne, che non hanno il coraggio di esprimersi e di raccontare quanto siano uniche e straordinarie e l’importanza di raccontare la propria storia.

 

Leggere testimonianze di donne, ragazze che sono riuscite ad aprirsi e raccontarsi può salvare la vita di qualcun’altra. È fondamentale e importante per realizzare i propri obiettivi di vita professionali e imprenditoriali tra ottimismo e professionalità.

 

La partecipazione a “Impresa in rosa: che storia” è gratuita e l’invio della candidatura sarà possibile a partire da lunedì 25 ottobre fino al 10 dicembre 2021. 

 

I requisiti per partecipare devono essere i seguenti: 

 

  •       Avere sede legale e/o operativa nel territorio della provincia di Pescara o di Chieti;
  •       Risultare attive;
  •       Essere regolarmente iscritte nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio Chieti Pescara;
  •       Essere in regola con il pagamento del diritto camerale annuale (**);
  •       Non avere protesti cambiari;
  •       Aver regolarmente assolto gli obblighi contributivi previdenziali e assistenziali (DURC regolare) ed essere in regola con le normative sulla salute e sicurezza sul lavoro di cui al D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni e integrazioni;
  •       Avere legali rappresentanti, amministratori (con o senza poteri di rappresentanza) e soci per i quali non sussistano cause di divieto, di decadenza, di sospensione previste dall’art. 67 D.lgs. 6 settembre 2011, n.159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia). I soggetti sottoposti alla verifica antimafia sono quelli indicati nell’art. 85 del D.lgs. 6 settembre 2011, n.159;
  •       Non trovarsi in “stato di difficoltà”, ai sensi dell’art. 2 punto 18, del Regolamento generale di esenzione in materia di Aiuti di Stato;
  •       Non essere sottoposte a procedure concorsuali, né essere in liquidazione volontaria, stato di fallimento, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente.

 

Alla categoria “Impresa in rosa: che storia” sono ammesse:

  •       Aspiranti imprenditrici (singole o in team).
  •       Startup femminili.

 

 

Sono sicura che ti starai chiedendo: perché partecipare a “Impresa in rosa: che storia”

 

  1. Perché esserci farà la differenza;
  2. Raccontarti ti metterà in gioco;
  3. Avere un business di successo è possibile;
  4. Le imprese femminili in Abruzzo sono al terzo posto dopo Molise e Basilicata;
  5. Per mettere in luce coerenza, capacità, proattività, resilienza, tenacia e coraggio;
  6. Per dare il tuo contributo a tantissime donne; 
  7. Per dimostrare che le donne sono produttrici di ricchezza e agenti del cambiamento;
  8. Per “non restare orme sulla sabbia”; 
  9. Perché numerosissimi sono i progetti realizzati dalle Donne per le Donne;
  10. Perché quando si lavora per quel che si ama fare, ogni progetto diventa una creatura da crescere, accudire e accogliere

 

Lo scorso premio, quello del concorso del 202, è andato a Melania Chiappini che ha deciso di raccontare la sua storia, dando forza a chi ha saputo reinventarsi e senza mollare davanti la difficoltà.

 

Nel suo racconto narra la sua storia, “Da ragioniera a mastro birraio in un chilometro zero”. Ma Melania Chiappini, non è stata l’unica vincitrice nel 2020: il premio è andato anche a Cinzia Perinetti ed Eleonora Guidotti con DrittoFilo, idea nata dalla passione per il cucito e la moda di entrambe. Hanno conquistato il pubblico e la Commissione con la loro storia, la creatività e la passione con “Una passione cucita addosso”.

Quali saranno le imprenditrici del concorso 2021?

 

Potresti essere proprio tu che stai leggendo!

Sono sicura che hai una storia fantastica da raccontare e perché non farlo?

 

In una realtà in cui la libertà di parola è sacra si verificano ancora episodi di donne che non riescono a parlare e soffrono in silenzio, leggere storie simili aiuta la mente e il corpo, aiuta a reagire e dire basta e aiutano a riscattare quelle numerosissime donne che vivono in altre parti del mondo che non hanno voce. Basti pensare al dramma delle donne in Afganistan

 

Non lasciare la tua storia nascosta, contribuisci a riscattare le voci delle tante che non possono, che non hanno il diritto di esistere e di vivere, di studiare e di lavorare.   

 

Siii VISIONARIA!!!

 

E non uso a caso questa parola perché a Pescara nelle scorse settimane, c’è stato un importante appuntamento chiamato proprio “Visionaria”: il format permanente con tutte le componenti territoriali interessate a creare un ecosistema dell’innovazione per lo sviluppo economico abruzzese.

 

Un momento di confronto, incontro, condivisione davvero importante per aprire nuovi spazi e nuove frontiere anche per l’imprenditoria femminile; sì, anche per te amica che sta già ragionando su cosa fare di quella piccola idea che ti è balenata in testa.

 

E per trasformarla in realtà, aggiungo: se ti ami puoi raggiungere ogni traguardo, realizzare i tuoi sogni, immaginare l’impossibile. Per questo ti chiedo: credi in te stessa? Allora inizia a sognare in grande!

 

Quanti gli inni alle DONNA!

Lo storico Quartetto Cetra che già nel 1958 presentava il brano “Donna”, scritto dalla coppia artistica Garrirei-Giovannini e dal musicista Gorni Kramer. Un brano, che nella sua semplicità, 

“Perché sei donna, gioia di vivere, donna, favola splendida. Sei tu, solo tu, quel desiderio che l’uomo chiama amor”.

Oppure la mitica Fiorella Mannoia che nel 1987 presentò a Sanremo “Quello che le donne non dicono”, un inno alla complessità del femminile ma nello stesso tempo alla capacità di trasformazione, di adattamento e di metamorfosi.

O ancora, te lo ricordi il testo della canzone di Jo Squillo e Sabrina Salerno? Quella che fa “Siamo donne, oltre alle gambe c’è di più…”

 

Correva l’anno 1991, sono dunque passati esattamente 30 anni!

E quante cose sono cambiate? Quante donne sono riuscite a dimostrare davvero che “oltre le gambe c’è di più”?

Tante, per fortuna tantissime ma…  tante altre ancora entrano in un tunnel infinito di azioni “basse e vili” di uomini che travisano l’amore.

Se ti ami puoi raggiungere ogni traguardo, realizzare i tuoi sogni, immaginare l’impossibile, ma attenzione! Guai imbattersi nella persona sbagliata  

Come si fa, in questi casi a nutrire l’idea di impresa, ad alimentare il sogno di un lavoro soddisfacente e remunerativo se incontri il tuo carnefice?

Troppe sono ancora vittime di violenze da parte di quelli che si definiscono innamorati ma che d’amore in realtà non sanno nulla.

 

E proprio ricordare chi non c’è più, tutte quelle donne decedute per aver perdonato troppe volte che da anni si celebra, il 25 novembre,  la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Il lockdown, mesi interi chiusi in casa, per tante si è rivelato un vero incubo: il 2020 ha fatto registrare ben 112 casi di femminicidio; e nel 2021 i dati non sono confortanti: tra l’1 gennaio e il 7 novembre sono stati registrati 247 omicidi, con 103 vittime donne (una ogni tre giorni), di cui 87 uccise in ambito familiare/affettivo; di queste, 60 hanno trovato la morte per mano del partner o dell’ex partner (fonte: Rainews).

 

Ma come ben sai amica mia, non amo parlare e raccontare di cose brutte e darti pessime notizie del mondo; al contrario voglio donarti e parlarti di AMORE

 

Mi dirai: come possiamo parlare di amore in questa circostanza?

 

Lo faccio raccontandoti quello che io, con due co-autrici di Amati o Amàti questione di accento, abbiamo fatto lo scorso 25 novembre alla Biblioteca E. Di Nicola di Pescara.

 

Se ti dicessi emozionante, sarebbe riduttivo; se ti dicessi energetico, sarebbe riduttivo. Ti dico quindi che è stata una giornata d’AMORE dedicata all’AMORE.

 

Allora, è iniziato tutto con l’inaugurazione della panchina rossa che la biblioteca di un quartiere di Pescara ha voluto dedicare a tutte quelle donne che non ci sono più, colpevoli di amare troppo. E qui primo momento emozionante: la lettura dei nomi di tutte e 103 le vittime.

Amica mia, ragazze giovani, giovanissime per la quali la parola AMORE è solo meraviglia e cuore che batte e invece…

 

Chissà tra di loro quante madri di famiglia, quante donne che speravano di aver incontrato la persona giusta, quante mogli che…  ora non hanno più futuro!

 

A seguire, insieme alle co-autrici Francesca Di Giuseppe e Annamaria Acunzo, moderate dal nostro editore Alessio Masciulli, abbiamo presentato il nostro libro Amati o Amàti questione di accento.

 

Secondo momento emozionate perché qui eravamo noi donne e le nostre storie, a raccontarci il nostro AMORE, le nostre storie di donne che hanno scelto di mettere l’accento seguendo il corso del cuore e della vita.

 

Il confronto con il pubblico, specie quello maschile, è stato stimolante e ricco di spunti. Sì, quello maschile perché è da loro che deve partire un radicale cambiamento; sono gli uomini che devono capire quanto una donna vale e rappresenta, di quanto una donna sia meritevole di rispetto prima di tutto.

 

Prima di questo bellissimo evento, c’è ne stato un altro che ci ha riempito il cuore d’AMORE: la partecipazione del nostro libro al FLA-Festival dei libri e di altre cose che ha visto la presenza di tantissime persone; un affetto e una condivisione che davvero ci ha emozionato sia me sia Patrizia Splendiani, altra co-autrice con me in quella giornata

 

Quindi: amati o amàti? Cara amica, io credo che se ti ami sarai amata, se sai amarti potrai amare.

Se ti ami, riconosci il tuo valore riuscirai a raccontarti, riuscirai ad essere visionaria, e perché no?

Se hai il tuo sogno nel cassetto a tirarlo fuori e raccontarlo con audacia e fierezza

 

Se è vero che nelle donne cresce sempre più il desiderio di mettersi in gioco, di realizzare i propri sogni, di realizzare progetti e attività imprenditoriali, raccontarsi può essere un vero e proprio atto d’amore verso sé stesse.

 

Un altro atto dovuto è prendersi cura di sé, raggiungere i propri obiettivi e se ciò risultasse complesso e impegnativo info@tizianaiozzi.it per la tua sessione di coaching gratuita oppure a Pescara in Corso Manthonè, 62.