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Imprenditoria femminile 2021: ottimismo o professionalità?

La luce in fondo al tunnel

È un modo dire? No, realtà!

Dalla primavera del 2021, lentamente, stiamo tornando a vivere, a viverci questo anno dopo circa venti mesi passati in apnea tra incertezza, paure e problemi.

 

Da quanto tempo aspettavamo di tornare a vivere? Tanto, troppo. Un desiderio di convivialità, abbracci e sorrisi uniti al desiderio di lavorare, riprendere le attività con il pubblico e tornare a scuola e a riempire gli atenei; insomma tornare quelli di prima.

 

Ma saremo davvero quelli di prima? Probabilmente no.

 

Il 2020 è stato un anno difficile, molto più di tanti altri. Probabilmente il più difficile dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

 

In effetti, credo che si possa tranquillamente paragonare questa pandemia ad un conflitto mondiale.

 

Sono rimasti in pochi, ormai, ad avere memoria della guerra del 1939 e nessuna delle generazioni successive ha mai vissuto un periodo assimilabile a quello. Fino ad ora, almeno.

 

Da ora in poi invece qualcosa è cambiato e cambierà ancora: abbiamo mille dubbi e interrogativi e le nostre paure personali sono amplificate da un senso di impotenza mai provato prima.

 

In tante professioni il bornout è aumentato in maniera esponenziale, tra i giovani si è diffuso a macchia d’olio l’uso dei social per colmare il vuoto “sociale” e in tanti hanno dovuto “accogliere” il nuovo paradigma.

 

Quanto durerà ancora questa situazione?

 

Sicuramente non sarà per poco. E non mi riferisco solamente alla malattia in sé stessa, ma a tutto ciò che comporta. L’intera società si trascinerà i postumi per anni e l’economia altrettanto.

 

Possiamo, però, contare su quell’ultima forza uscita dal mitologico vaso di Pandora: la Speranza.

 

La speranza che questo vaccino sia sicuro ed efficace e possa farci tornare ad una vita di relazione in sicurezza.

 

La speranza di rientrare in una centratura cosmica e in un equilibrio per i quali ci vorrà tempo e lavoro su sé stessi, ma queste fatiche saranno sicuramente utili per le generazioni future e, in definitiva, si riveleranno come fattore di forza.

 

La speranza di una ripresa economica basata su piani finanziari straordinari varati dal Governo e di una grande forza di gestione da parte della politica e della burocrazia.

 

E in quest’ultimo aspetto rientra l’universo imprenditoriale femminile: avevamo promesso aiuti e forme di sostegno; finalmente qualcosa è fatto, qualcosa si è mosso.

 

IL BUSINESS DI SUCCESSO: È ANCORA POSSIBILE?

L’Imprenditoria femminile 2021: ottimismo o accoglienza?

In un periodo così fuori dall’ordinario, è ancora possibile parlare di business di successo?

 

E, nel concreto, cosa si intende con questo termine?

 

La memoria del 2020 ci riporta immagini dolorose, ferite ancora aperte, bollettini quotidiani di vittime e contagi, restrizioni della vita sociale e anche affettiva.

 

L’ambito economico e lavorativo ha subito dei grossi strappi. Abbiamo dovuto rivedere completamente il nostro modo di concepire il lavoro: non più in ufficio, ma a casa, fra quelle stesse mura domestiche che prima erano rifugio per riposare dopo una giornata faticosa.

 

Non più per strada, in macchina, andando a riunioni fuori sede, ma davanti ad un computer, in conference call.

 

L’imprenditoria è stata particolarmente colpita e non in un solo settore, ma a livello generalizzato. I professionisti, le aziende, le società multinazionali, le PMI… nessuno è rimasto completamente indenne.

 

Data questa premessa, non è affatto facile parlare di business e men che meno di business di successo.

 

È mentalmente impegnativa anche solo l’idea di rimettersi sui binari dell’attività professionale. Un po’ come lo dev’essere stato nel 1945: ricostruire sulle macerie di un mondo che non c’è più.

 

Del resto, l’alternativa è restare con le mani in mano ed entrare in un circolo vizioso che sicuramente non porterebbe a nulla di buono.

 

È necessario, quindi, alzare la testa e capovolgere la situazione a nostro favore. Utilizzare quelle stesse capacità di sopravvivenza che ci hanno condotto a questo 2021, per far fronte non solo alla necessità di vita biologica, ma anche a quella imprenditoriale e professionale.

Oggi, più che mai, è importante affinare quelle qualità – forse fino ad oggi un po’ sopite – che nella storia hanno contraddistinto i grandi innovatori del mondo del lavoro e che hanno permesso di mettere a punto strategie vincenti.

 

Quindi: il BUSINESS di successo oggi: è ancora POSSIBILE?

 

Probabilmente sì, o forse solo in parte ma dipende da come ciascuno di noi ha sviluppato la capacità di resilienza, argomento caro a molti che è stato approfondito qui

 

A questo punto: come fare?

Guardiamo ed analizziamo i dati e verifichiamo se ci sono aiuti e finanziamenti all’imprenditoria femminile

 

Verifichiamo i dati:

LE IMPRESE FEMMINILI AL TERZO POSTO DOPO MOLISE E BASILICATA

Dati confortanti sono stati quelli pubblicati da “il Centro” del 22 ottobre proprio sulle Imprese femminili, che in Abruzzo le vedono al terzo posto dopo il Molise e la Basilicata

Le donne a capo del 26,7% delle attività. Meglio di noi solo Molise e Basilicata quindi se procediamo in questa direzione possiamo ben sperare in un modello di successo e alimentare un concreto ottimismo.

“Oltre un quarto delle imprese è condotto dalle donne, più della media nazionale: così l’Abruzzo si piazza al terzo posto tra le regioni italiane per la percentuale di imprese femminili sul totale. Con il 26,7%, infatti, viene superata solo dal Molise (28,4%) e dalla Basilicata (27,5%). La media nazionale è del 22,6%, mentre in coda alle regioni, con dati inferiori al 20%, ci sono il Trentino alto Adige e la Lombardia.
La regione Lombarda è però quella con il maggior numero di imprese femminili in termini assoluti con 158mila, davanti a Campania e Lazio con 118mila.
Questi sono alcuni dei dati forniti da uno studio della Fondazione Leone Moressa, secondo cui le imprese condotte da donne in Italia sono oltre un milione e 164mila e producono il 21% del Pil italiano. E sono destinare a crescere, sia seguendo il trend degli ultimi anni, sia grazie alla novità dell’istituzione del Fondo Impresa Donna con un finanziamento iniziale di 40 milioni di euro ai quali si aggiungeranno i 400 milioni dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza Pnrr.
Secondo lo studio, in Italia le imprenditrici sono 3,2 milioni, cioè il 42,8% del totale degli imprenditori. Di queste, l’8,9% è nata all’estero, mentre solo il 5% ha meno di 30 anni. Al contrario, il 12,9% ha più di 70 anni. La classe più numerosa è quella tra i 50 e 69 anni, (43,3% delle imprenditrici). Oltre un quinto delle imprenditrici opera nel commercio (22,8%). L’incidenza più alta di imprese femminili si registra nel settore dei servizi alle persone, come parrucchiere, centri estetici e lavanderie, in cui le imprese condotte da donne sono più della metà (52,3%). Ma le imprese femminili sono oltre un terzo del totale anche in settori come industria tessile e abbigliamento (39,4%), alloggi (35,6%), istruzione e sanità (34,9%) e commercio al dettaglio (32,5%). Osservando la variazione nel periodo 2016-2020, l’incremento maggiore è stato nel settore degli alberghi e dei ristoranti (+20,7%).”

 

Verifichiamo i dati:

GLI AIUTI CONCRETI A SOSTEGNO DELLA IMPREDITORIALITA’ FEMMINILE SONO UN PASSAGGIO IMPORTANTE

L’ultimo in ordine di tempo è di qualche giorno fa quando il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti ha firmato il decreto interministeriale che rende operativo il Fondo Impresa Donna che mira a rafforzare gli investimenti e i servizi a sostegno dell’imprenditorialità femminile.

 

Si legge sul sito del MISE: “L’obiettivo della misura è quello di incentivare la partecipazione delle donne al mondo delle imprese, supportando le loro competenze e creatività per l’avvio di nuove attività imprenditoriali e la realizzazione di progetti innovativi, attraverso contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati. Il Fondo Impresa Donna è istituito con un finanziamento iniziale di 40 milioni di euro, ai quali si aggiungeranno le risorse PNRR, 400 milioni, destinate all’imprenditoria femminile. Il progetto costituisce un intervento cardine inserito tra le linee di intervento del Ministero dello sviluppo economico nel Piano nazionale di Ripresa e Resilienza nell’ambito della missione “’Inclusione e coesione’.”

 

Fondo Impresa Donna che ha dunque l’obiettivo di “incrementare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e sistematizzare e ridisegnare gli attuali strumenti di sostegno all’avvio e alla realizzazione di progetti aziendali per imprese a conduzione femminile o a prevalente partecipazione femminile.”

 

OLTRE AGLI AIUTI A SOSTEGNO DELLA IMPRENDITORIALITA’ FEMMINILE QUALI SONO ALTRI ELEMENTI INDISPENSABILI PER UN BUSINESS DI SUCCESSO?

Si dice che chi fa sa fa per tre, quindi bisogna costantemente:

  • aggiornarsi,
  • attenzionare i bandi e sulle nuove misure a sostegno dell’imprenditoria,
  • creare i presupposti per partecipare ai bandi relativi al settore d’interesse,
  • guardare all’innovazione come alleato e strumento di evoluzione professionale e personale,
  • monitorare i corsi di formazione,
  • chiedere aiuto agli esperti.

Inoltre, esistono elementi fondamentali, delle qualità essenziali che deve avere un imprenditore per poter portare un business al successo.

 

E se non le ha di natura, è necessario che studi, approfondisca e si impegni per implementarle, perché sono quelle “abilità specifiche” che faranno la differenza.

 

Si tratta di caratteristiche di cui sono stati dotati tutti gli uomini e le donne di potere, che hanno realizzato grandi cose dal loro lavoro, spesso partendo da zero

Ma, quali sono queste caratteristiche?

Hanno sviluppato

  • resilienza,
  • motivazione,
  • coraggio,
  • vision,

Le donne hanno quelle qualità esattamente come gli uomini. Se non le hanno in modo innato, sono spesso ben motivate ad acquisirle con lo studio e la dedizione.

 

E questa mia affermazione è confermata da quanto sta accadendo in questo periodo presso la Camera di Commercio di Chieti e Pescara con l’iniziativa “Imprese in rosa, che storia!”: donne che hanno dimostrato (e dimostrano ogni giorno) di avere tutte le carte in regola per emergere nel mondo degli affari e del business.

 

Ma vediamo, quindi, quali sono questi elementi strategici così importanti per il business di successo, oggi in particolar modo.

 

1) ATTENZIONE

Il mondo cambia, le persone cambiano, le circostanze cambiano.

Inutile raccontarsi storie, l’unica cosa certa della vita è proprio il cambiamento. Non si può dormire sugli allori, pensando di aver raggiunto la pace dei sensi e credendo di poter proseguire con un business per anni e anni senza mai modificare nulla. È importante porre attenzione ai mutamenti, ai nuovi paradigmi che devono essere accolti in tutti i settori di attività.

E in questo le donne sono particolarmente brave.

Avete mai fatto caso che una donna sa sempre in quale cassetto sono riposti i calzini? O in quale tasca avete l’accendino? Vi assicuro, non sono superpoteri. Si tratta semplicemente di fare attenzione alle cose e prenderne nota mentalmente.

 

2) PROATTIVITA’

Parola a volte utilizzata a sproposito o in modo eccessivo.

Secondo il vocabolario Treccani, nel linguaggio aziendale si considera “proattivo” chi percepisce anticipatamente i problemi, le tendenze o i cambiamenti futuri, con lo scopo di pianificare le azioni opportune in tempo.

Quindi, nel nostro caso, serve per guardare la situazione attuale e comprendere come i cambiamenti di cui siamo stati testimoni evolveranno in futuro. E, di conseguenza, prendere le decisioni di business più idonee per traghettare le imprese nella nuova era che si sta aprendo.

 

3) COERENZA

È la coerenza a fare la differenza.

Ne ho recentemente parlato durante un’intervista per un progetto di coaching di cui sono stata ospite.

La coerenza si crea allineando quello che sai fare con quello che puoi e vuoi fare. È un movimento di coscienza, consapevolezza e responsabilità, verso gli altri ma soprattutto verso sé stessi.

 

4) CAPACITA’

Le capacità è l’idoneità, l’attitudine di una persona a fare qualcosa, a svolgere una funzione, realizzazione un compito. E questa abilità può essere innata, intrinseca in noi stessi, oppure può essere acquisita grazie allo studio, all’impegno e alla dedizione.

Molti professionisti rimangono fregati dal fatto di credere di aver imparato tutto quello che c’era da imparare. Di aver “esaurito l’argomento”, in qualche modo. E quindi di non avere altre capacità da apprendere.

Ma questa è una falsa convinzione, perché tutto è in continua evoluzione e anche le conoscenze alla base delle nostre capacità. Essere in grado di fare qualcosa non significa né che si sarà sempre in grado di farlo secondo le abilità acquisite, né che le attitudini apprese siano le migliori o che lo saranno sempre in futuro, né che si dovrà proseguire a fare tale attività per tutta la vita.

Sii disposto ad essere un principiante ogni singola mattina” (Meister Eckhart): è questo il segreto che accompagna gli imprenditori che hanno al loro attivo dei business di successo. Perché tiene vigili, consapevoli e https://www.tizianaiozzi.it/avere-la-mente-di-un-principiante/.

 

5) CAPARBIETA’

Noi siamo abituati a vedere il successo di un professionista: vediamo la creazione di Amazon, di Alibaba, di Apple. Così come in passato abbiamo visto la creazione della lampadina, del telefono o della mongolfiera.

Ma le persone che stanno dietro a questi grandi successi, quante volte hanno dovuto sbagliare, prima di ottenere il risultato che è davanti agli occhi di tutti?

Quante volte avranno avuto voglia di gettare la spugna, di lasciar stare? A fronte magari di persone che li invitavano a lasciar stare, che erano solo fantasie, che era solo uno spreco di tempo?

Questi grandi innovatori, però, sono andati avanti. Hanno proseguito.

Se Sir Joseph Wilson Swan avesse lasciato perdere, se si fosse arreso, oggi noi non potremmo premere un tasto per accendere la luce quando entriamo a casa.

Questo cosa significa? Che dobbiamo essere cocciute, testarde e andare avanti a dispetto di qualsiasi cosa?

Ovviamente no. Ma significa che nulla si ottiene senza lavoro e senza applicazione. Significa che bisogna studiare, informarsi, avere la mente aperta. E, soprattutto, non abbandonare un sogno solo perché si ritiene (erroneamente) che sia troppo grande per poter essere realizzato.

Tutti i business di successo sono nati in una cantina. Certamente si sono anche cantine stracolme di business che sono rimasti lì e che non hanno avuto l’onore dei riflettori della ribalta. Ma se è vero che non tutti i piccoli business arrivano al successo, è anche vero che tutti i business di successo sono stati piccoli, inizialmente. La cosa fondamentale è lavorare su sé stessi, sul proprio benessere, sulla propria centratura, perché se si rimane concentrati e convinti, si può davvero sprigionare tutto il proprio potenziale.

 

6) FAME

La fame non è solo di cibo. La fame è quel bisogno che ci spinge a nutrirci: di informazioni, di conoscenze, di esperienze.

I giovani, in generale, sono particolarmente “affamati” e cercano una strada, un indirizzo, in questa giungla di informazioni. Per questo motivo è importante orientarli, guidarli e sostenerli. E, soprattutto, guardare ai nuovi paradigmi con sguardo scevro da pregiudizi limitanti e affossanti.

Questo è molto importante, perché può regalare loro quella scintilla di speranza che li porterà a perseguire i loro obiettivi di successo.

 

IL POTERE DELLA RETE

Tutte le caratteristiche di cui ho detto sono fondamentali. Ma si può creare il business di successo da soli, senza relazioni e scambi?

 

Io credo che l’essere umano sia nato per stare in mezzo alle persone e credo che le potenzialità del singolo si elevino all’ennesima potenza quando fa parte di una rete di interazioni umane.

 

Potete immaginare, creare e costruire il luogo più meraviglioso della terra, ma occorreranno sempre le persone perché il sogno diventi realtà” (Walt Disney)

 

Io sono da sempre una fautrice del creare rete, soprattutto tra donne. Perché, che ci piaccia o meno, le donne devono sempre fare il doppio di un uomo per essere giudicate brave la metà. E mi rendo conto che questa è una generalizzazione, ma, a volte, generalizzare fa capire la portata di un fatto, di una circostanza.

 

In questo particolare caso, mostra come l’imprenditoria femminile sia possibile esattamente come quella maschile, ma dopo secoli e secoli in cui alle donne è stato detto che non erano in grado, che dovevano stare a casa, curare i figli e badare alla famiglia… adesso le donne credono davvero di non poter fare nulla di diverso da questo. Che va benissimo, se è quello che ti realizza veramente. Ma va meno bene se lo fai per forza, solo perché ti auto-convinci di non poter fare nient’altro.

 

Per esempio, hai mai pensato di scrivere un libro?

 

Io ne scrissi uno alcuni anni fa, proprio pensando alle donne, al loro benessere e a come portarle ad esprimere il loro potere personale.

Ma devo essere sincera, prima di questo 2020 non avevo mai testato in prima persona cosa accade quando un gruppo di donne prendono coscienza del loro potere personale e si mettono insieme per un obiettivo comune.

 

Questo è quello che è accaduto con 12 persone, 12 anime belle, 12 donne conosciute durante il lockdown e con le quali ho iniziato il progetto di un secondo libro.

Non ci conoscevamo, prima della pandemia. Non tutte, almeno.

 

Dal silenzio delle nostre case, in tempo di quarantena, abbiamo iniziato a seguire i webinar di Walter Klinkon e ci siamo trovate.

 

In una domenica folle, ho lanciato l’idea di una cooperazione – materiale ma soprattutto spirituale – per realizzare un libro che fosse espressione della femminilità più pura, della ricchezza di essere

Donne con la D maiuscola.

 

Un libro che esprimesse la gioia di vivere, nonostante quello che capita tutti i giorni, nonostante le difficoltà, le sofferenze, le incertezze.

 

Un libro trasversale, scritto da donne e indirizzato alle donne, ma anche agli uomini dalla mente aperta e dall’animo recettivo.

 

Quindi, come vedi, la mia promessa non cambia.

 

Un’informazione chiara, tempestiva e autorevole, per rimanere al servizio di tutte le donne e per raccontare le storie di donne che hanno fatto rete.

 

Storie di attività che da sempre sono state del genere maschile e che oggi diventano sempre più al femminile. A partire da quelle più eclatanti come le missioni spaziali, fino alle, per giungere alle professioni tecnologiche riguardanti il web.

 

Ti invito, quindi, a seguire il mio blog perché ho storie straordinarie da raccontarti e per San Valentino ci sarà un regalo particolare, che viene diretto dal cuore. Puoi già indovinare di cosa potrebbe trattarsi?

 

Inoltre, ti invito ad unirti a Tiziana Iozzi Academy su tutti i social e ti ricordo che, per essere ancora più vicine puoi scrivermi a info@tizianaiozzi.it oppure usare il form contatti del sito.