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PNRR per l’occupazione, il lavoro, l’imprenditoria femminile

Il piano nazionale di ripresa e resilienza va verso obiettivi di parità di genere

In un articolo del 2021 ci siamo poste una domanda: Imprenditoria femminile 2021: ottimismo o professionalità? Oggi, anno 2022 si può parlare e sperare nell’imprenditorialità, nella innovazione e supportare il tutto con la formazione e l’aggiornamento verso skills attuali e sempre più richieste? Certo l’imprenditoria femminile 2021 ha preso l’eredità del 2020 e stiamo leccando le ferite di attività chiuse, ridimensionamenti in termini organici e organizzativi, restrizioni nella vita sociale e di relazione e una entropia finanziaria senza precedenti.

Data questa premessa, non è affatto facile parlare di business e men che meno di business di successo. È mentalmente impegnativa anche solo l’idea di rimettersi sui binari dell’attività professionale. Ma il Piano Nazionale di ripresa e resilienza va verso obiettivi di parità di genere e sostegno alla imprenditorialità femminile

Il 15 settembre 2020 è arrivato – a sostegno dell’imprenditorialità – la prima bozza del PNRR “Equità sociale, di genere e territoriale” ma, nella sua prima stesura, questa aveva il limite di circoscrivere l’ambito di applicazione del tema alle “politiche sociali e di sostegno alla famiglia” e metteva in secondo piano la soluzione degli incentivi verso l’occupazione femminile.

Al testo del successivo PNRR, del 12 gennaio 2021, dopo circa 4 mesi, è stato integrato un asse importante e finalizzato a promuovere e sostenere la parità di genere

Il primo asse di interventi è rivolto a livello europeo è rivolto alla digitalizzazione e all’innovazione, l’altro fondamentale aspetto è rivolto alla transizione ecologica e infine ultimo, ma non di minore importanza l’inclusione sociale.

Quindi, tre priorità trasversali ed integrate:

 

La sintesi delle missioni del PNRR

  1. Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura, stanzia complessivamente 49,1 miliardi – di cui 40,7 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 8,5 miliardi dal Fondo complementare. Qui le donne diventano ancora una volta protagoniste e produttrici di ricchezza e agenti di cambiamento
  2. Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica, stanzia complessivamente 68,6 miliardi – di cui 59,4 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 9,1 miliardi dal Fondo complementare. 
  3. Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile, stanzia complessivamente 31,4 miliardi – di cui 25,4 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 6,06 miliardi dal Fondo complementare.
  4. Istruzione e Ricerca, stanzia complessivamente 31,9 miliardi di euro – di cui 30,9 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 1 miliardo dal Fondo complementare.
  5. Inclusione e Coesione, stanzia complessivamente 22,5 miliardi – di cui 19,8 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 2,7 miliardi dal Fondo complementare.
  6. Salute, stanzia complessivamente 18,5 miliardi, di cui 15,6 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 2,9 miliardi dal Fondo.

Le 6 Missioni del PNRR condividono priorità trasversali, relative alle pari opportunità generazionali, di genere e territoriali. Il totale degli investimenti previsti per gli interventi contenuti nel Piano arriva a 222,1 miliardi di euro, a cui si aggiungono 13 miliardi del React EU. Nella distribuzione

– il 27% delle risorse è dedicato alla digitalizzazione,

– il 40% agli investimenti per il contrasto al cambiamento climatico

– più del 10% alla coesione sociale.

Complessivamente il Piano destina 82 miliardi al Mezzogiorno sui 206 miliardi ripartibili secondo il criterio del territorio, corrispondenti a una quota del 40%. La governance del Piano prevede la responsabilità diretta dei ministeri e delle amministrazioni locali, alle quali competono investimenti pari a oltre 87 miliardi di euro, mentre il compito di monitorare e controllare l’implementazione del Piano spetta al Ministero dell’economia e delle finanze, che funge da unico punto di contatto tra il Governo e la Commissione Europea. Nello specifico, la governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) è stata definita, con un’articolazione a più livelli, dal decreto-legge del 31 maggio 2021, n. 77, convertito dalla legge 19 luglio 2021, n. 108. In precedenza, la legge di bilancio per il 2021 (legge n. 178 del 2020) aveva stabilito, ai commi 1037-1050, le prime misure per l’attuazione del programma Next Generation EU.

 

Le risorse della dimensione economica del PNRR.

Il Piano di Ripresa e Resilienza presentato dall’Italia prevede investimenti e un coerente pacchetto di riforme, a cui sono allocate risorse per 191,5 miliardi di euro, finanziati attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e per 30,6 miliardi attraverso il Fondo complementare istituito con il Decreto-legge n.59 del 6 maggio 2021 a valere sullo scostamento pluriennale di bilancio approvato nel Consiglio dei ministri del 15 aprile. Il totale dei fondi previsti ammonta a 222,1 miliardi. Sono stati stanziati, inoltre, entro il 2032, ulteriori 26 miliardi da destinare alla realizzazione di opere specifiche e per il reintegro delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione. Nel complesso si potrà disporre di circa 248 miliardi di euro. A tali risorse, si aggiungono quelle rese disponibili dal programma REACT-EU che, come previsto dalla normativa UE, vengono spese negli anni 2021-2023. Si tratta di fondi per ulteriori 13 miliardi (Ragioneria generale dello Stato, 2021)

 

Come l’attenzione trasversale alla variabile di genere si concretizza in una strategia verso l’aumento dell’occupazione femminile.

Quindi il PNRR per l’occupazione, il lavoro, l’imprenditoria femminile potrà funzionare come volano e come elemento concreto per gli obiettivi strategici di lungo termine rispetto alla occupazione femminile?

Il dato di contesto è che tra i requisiti di ammissibilità alla proposta di PNRR dettata dall’Ue vi era “il rispetto delle Raccomandazioni Paese del 2019 e del 2020” che facevano chiaro riferimento all’incremento dell’occupazione femminile. Ad essa si aggiungeva la Risoluzione del Parlamento europeo del 23 luglio 2020 – a commento di Next Generation EU e del quadro finanziario pluriennale, in cui al paragrafo 16, richiedeva agli stati membri l’adozione di: Gender Mainstreaming, Gender Budgeting e Gender Impact Assesment. L’iter del dibattito parlamentare italiano tra le due versioni del PNRR (governo Conte – governo Draghi) ha chiaramente evidenziato la necessità di dare concretezza al tema parità di genere, in tutte le Missioni, attraverso l’individuazione di obiettivi, azioni e indicatori di misurazione dei risultati. Il risultato è stato che nel PNRR vi è il quarto, che stima l’impatto occupazionale delle Missioni del Piano con una specifica di genere. Tramite il modello MACGEM-IT è stata effettuata una valutazione dell’impatto che le misure del PNRR avranno sull’occupazione femminile e giovanile. Le stime si basano sull’integrazione della banca dati EUKLEMS, che utilizza i micro-dati della European Labour Force Survey (LFS) e della Structure of Learning PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA VALUTAZION NEXT GENERATION ITALIA.

Il risultato di tale operazione consente di effettuare una disaggregazione degli occupati di ciascuna branca di attività per genere ed età.

L’occupazione femminile registra un incremento di 3,7 punti percentuali nell’ultimo triennio dell’orizzonte temporale rispetto allo scenario di base, mentre quella giovanile vede un aumento di 3,2 punti percentuali. Va evidenziata l’accentuata attivazione di occupazione nel Mezzogiorno per entrambe le componenti giovanile e femminile. In tutte le missioni del PNRR si evidenzia un impatto positivo sulle due categorie.

In particolare, le missioni 4 e 5 sono caratterizzate da interventi che più direttamente incidono sull’occupazione femminile. Tuttavia, alcuni interventi del Piano, come ad esempio la costruzione di asili nido, il tempo pieno nella scuola e il lavoro da remoto, favoriranno l’accesso e la permanenza di entrambi i genitori nel mondo del lavoro nel medio-lungo periodo, pur non avendo effetti perequativi più moderati durante la fase di attuazione del Piano.

Vengono individuate misure che possono contribuire direttamente o indirettamente all’eliminazione delle disparità di genere e viene analizzata l’evoluzione della composizione di genere occupazionale nei settori di attività economica attivati dal Piano. Tenendo in debito conto la dimensione del genere in fase di attuazione, anche misure senza una specifica finalità in tal senso possono produrre esiti positivi; si indicano pertanto strumenti previsti per monitorare in fase di realizzazione gli effettivi impatti del Piano sul genere.

L’incremento stimato sull’occupazione femminile nel periodo di applicazione del PNRR è in ultima istanza del 4% medio e del 5,5% nel Mezzogiorno. Si tratta di stime, come ha ricordato il Presidente Draghi in occasione della presentazione del PNRR al Parlamento “al netto della clausola di condizionalità all’occupazione aggiuntiva”.

 

Il PNRR ha destinato risorse importanti al lavoro femminile, alla imprenditorialità e al sostegno della parità di genere

Quindi potremmo dedurre che le donne sono sempre più visionarie?

Possiamo dire che la crescita economica è donna?

Se il PNRR ha destinato una parte considerevole del Piano al sostegno dell’avvio della attività di imprese femminili, se ha previsto congrui investimenti e il rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale delle imprese femminili, con specifica attenzione ai settori dell’alta tecnologia, è evidente che l’imprenditorialità femminile può riscattarsi da uno stato marginale e recuperare forza e potere, successo e spinta imprenditoriale

Le risorse destinate al lavoro femminile, alla imprenditorialità e al sostegno della parità  con programmi ed iniziative per la diffusione di cultura imprenditoriale, i programmi di formazione e orientamento verso materie e professioni in cui la presenza femminile va adeguata alle indicazioni di livello europeo e nazionale, con iniziative per promuovere il valore dell’impresa femminile nelle scuole e nelle Università; i programmi per la diffusione di cultura imprenditoriale tra le donne; di orientamento e formazione verso professioni tipiche dell’economia digitale; le azioni di comunicazione per diffondere la cultura femminile d’impresa e promuovere i programmi finanziati fanno onore a chi ha contribuito a stilare le linee guida del PNRR e ha tenuto conto del sostegno alla imprenditorialità femminile per riportare – attraverso il lavoro – la parità di genere.

I numeri e le “buone pratiche” di numerosissime startup al femminile parlano chiaro ed alimentano un sano ottimismo

E’ dell’11 novembre 2020 un interessante articolo della rivista Wired settore Economia L’imprenditoria si tinge di rosa “Dal campo della cultura alla produzione di abiti per l’infanzia passando dal turismo, arriva il Focus Day sui talenti al femminile nel mondo delle imprese..”

Così come ogni anno a Pescara Impresa in rosa che storia  Il premio “Impresa in rosa: che storia!”, giunto nel 2021 alla sua VII edizione, si propone di assegnare un riconoscimento alla storia d’impresa femminile più originale, come valorizzazione dell’ingegno e del saper fare delle donne, evidenziando quelle esperienze di successo che abbiano saputo esprimere estro, innovazione e ricerca, ottenendo prodotti di qualità e risultati economici.

Dalla scorsa edizione, per volontà del Comitato per l’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio Chieti Pescara, insediatosi il 28 maggio 2020 ed in carica fino a dicembre 2022, il concorso si è arricchito di una nuova categoria, “Impresa in rosa: che idea!”

 

Incentivare il lavoro femminile, l’imprenditorialità e il sostegno della parità di genere perché?

Forse perchè dovremmo chiederci se possiamo affermare di aver raggiunto la parità di genere oppure il gender, il genere, il maschile e il femminile è ancora un argomento di cui si sente parlare moltissimo ma al quale non si danno soluzioni e risposte?

La donna oggi è ancora vista e vissuta come la Medea dell’antica Grecia audace, coraggiosa, determinata che per raggiungere i suoi obiettivi usa strategie e astuzie oppure vive e opera in un contesto di accoglienza e di parità di genere senza dover ricorrere ad artifizi finalizzati e pianificati?

Le risposte a queste domande in parte provengono dalla storia e in parte dalla realtà e dai condizionamenti sociali ancora in essere e in parte dalle strategie personali.

Eppure, le donne sono sempre più generatrici di ricchezza, di idee e di innovazione.

Hanno acquisito sempre più consapevolezza del loro ruolo e della loro resilienza, della loro tenacia e della loro forza.

Le storie di donne che ce l’hanno fatta dimostrano che credere e costruirsi un piano d’azione concreto e misurabile sono gli ingredienti fondamentali e soprattutto possibili

Il coaching può supportarti ed affiancarti per rendere possibile e realizzabile il tuo obiettivo di vita personale e professionale

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