Fine settembre. La sveglia è tornata a suonare e l’agenda nuova, quella comprata con tanto entusiasmo, ha già troppe pagine scritte.
Ti riconosci? Ripartire a settembre è il rito collettivo più diffuso che conosca. Molto più del 31 dicembre. Perché, diciamocelo, il vero Capodanno è adesso: a gennaio facciamo i conti con le feste, a settembre facciamo i conti con la vita. Il lavoro, i progetti, il fatturato, le persone del team, noi stessi.
Eppure succede sempre la stessa cosa. Partiamo a razzo, carichi di buoni propositi. Poi arriva ottobre e il razzo si spegne a metà cielo.
In questo articolo ti porto 5 mosse di coaching, le stesse che uso ogni giorno nei miei percorsi di life e business coaching con imprenditrici, professionisti e team aziendali, in presenza a Pescara e online. Hanno un solo scopo: trasformare l’energia di settembre in obiettivi raggiunti entro fine anno.
Perché i buoni propositi di settembre scadono come lo yogurt
Prima di ripartire, capiamo perché ci si ferma. La cosiddetta sindrome da rientro non è pigrizia: è il passaggio brusco da un ritmo lento a uno veloce, senza un ponte in mezzo.
A questo si aggiunge un errore classico: puntiamo tutto sulla motivazione. Ma la motivazione è come il carburante di un fuoco d’artificio. Bellissima, luminosa, brevissima.
Quando la motivazione finisce restano tre cose: abitudini, metodo e benessere. È lì che si gioca la partita, ed è esattamente lì che lavora un coach. Se vuoi approfondire perché organizzazione e risultati non sono la stessa cosa, ti consiglio l’articolo su efficacia ed efficienza nel business coaching online.
Mossa 1: fai il “tagliando” prima di premere l’acceleratore
Nessuno parte per un lungo viaggio senza controllare l’auto. Eppure ripartiamo a settembre senza controllare noi stessi.
Prenditi un’ora, carta e penna, e rispondi a tre domande:
- Cosa ha funzionato nei primi otto mesi dell’anno?
- Cosa mi sta portando verso l’obiettivo dell’anno, se l’ho definito?
- Cosa voglio portare con me e cosa voglio lasciare in spiaggia, in montagna o in vacanza?
È un’analisi di bilancio, come quella che fai (o dovresti fare) per la tua attività. Solo che il bilancio, questa volta, sei tu. Nelle sessioni di coaching questo è sempre il primo passo: una fotografia onesta del punto di partenza, senza giudizio, prima di qualsiasi piano d’azione.
Mossa 2: un obiettivo, non dieci
Il primo nemico della ripartenza è la lista infinita. Palestra, corso di inglese, nuovo sito, più clienti, meno social, più tempo per sé. Tutto insieme, tutto subito.
Il risultato? Nessuno di questi obiettivi riceve abbastanza attenzione per diventare realtà.
Scegline uno. Uno solo, per i prossimi 90 giorni, fino a fine anno. Poi rendilo concreto: cosa voglio ottenere, entro quando, e come saprò di esserci riuscita o riuscito.
“Voglio far crescere la mia attività” è un desiderio. “Voglio 5 nuovi clienti entro il 20 dicembre” è un obiettivo. La differenza sembra piccola. In realtà è enorme: è la differenza tra sperare e pianificare. Ed è il cuore del business coaching per imprenditrici e professionisti: tradurre i desideri in obiettivi misurabili e in azioni settimanali.
Mossa 3: il benessere non è un premio, è il motore
Qui mi fermo un attimo, perché è il punto che mi sta più a cuore. Troppo spesso trattiamo il benessere come una ricompensa: “mi riposerò quando avrò finito”.
Ma quando si finisce, davvero? Nel mio lavoro con aziende e imprenditrici lo vedo ogni giorno: il benessere è il carburante della produttività, non il suo premio di consolazione. È il principio su cui ho costruito il metodo 3E (efficacia, efficienza, energia) che racconto nel mio libro Benessere Donna 300%.
Quindi, a settembre, metti in agenda il tuo benessere come metti un appuntamento con un cliente importante. Una camminata, un’ora senza telefono, una cena con chi ti fa stare bene. Non negoziabile.
Mossa 4: allena le power skills, non solo le competenze tecniche
Sai usare il gestionale, conosci il tuo mercato, padroneggi il tuo mestiere. Ottimo. Ma cosa fa davvero la differenza quando le cose si complicano?
La capacità di comunicare, gestire il tempo, dire di no, collaborare in squadra, restare lucidi sotto pressione. Sono le power skills (un tempo le chiamavamo soft skills): le competenze che trasformano un buon professionista in un professionista che lascia il segno, e un gruppo di persone in un team.
Settembre è il momento perfetto per sceglierne una e allenarla. Una sola, come per gli obiettivi. Magari quella che in estate, riguardando l’anno, ti è sembrata più debole. Qualche spunto da cui partire:
- Comunicazione efficace: perché parlare bene non basta, la comunicazione è sempre una relazione.
- Leadership: se guidi un’azienda o un team, leggi Leadership e Performance, il valore aggiunto alle imprenditrici.
- Lavoro di squadra: scopri come le distorsioni cognitive possono frenare un team più di un errore tecnico.
E se a ripartire è un’intera azienda, le power skills si allenano insieme: è quello che faccio nei percorsi di formazione aziendale e manageriale e nelle giornate di team building e comunicazione efficace. Perché, come ho scritto parlando di formazione e aggiornamento, le competenze di alto profilo sono il vero vantaggio competitivo.
Mossa 5: non ripartire da sola (o da solo)
L’ultima mossa è la più semplice e la più trascurata. Chi ha qualcuno accanto, un gruppo, un mentore, un coach, arriva più lontano. Non perché sia più bravo, ma perché qualcuno gli ricorda la rotta quando arriva la nebbia di ottobre.
Può essere un socio, un’amica fidata, un percorso di coaching individuale o di gruppo. L’importante è avere uno specchio onesto, qualcuno che ti chieda: “allora, a che punto sei?”
È il ruolo che ricopro da oltre 17 anni come coach e da quasi 30 come formatrice. Se vuoi sapere com’è lavorare con me, puoi leggere cosa dicono di me le persone che ho affiancato, oppure conoscere meglio la mia storia e il mio metodo.
Ripartire a settembre è una scelta, non una data
Settembre non finisce il 30. Finisce quando decidi che i tuoi buoni propositi erano solo una bella idea.
Se invece scegli di fare il tagliando, puntare su un obiettivo, mettere il benessere al centro, allenare una power skill e non restare da sola, settembre diventa l’inizio di qualcosa. E ottobre, per una volta, non ti farà paura.
Vuoi ripartire con un metodo, e non solo con la motivazione?
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E tu, qual è l’unico obiettivo che vuoi portare a casa entro fine anno? Scrivimelo: è già il primo passo. Per altri spunti su coaching, leadership e comunicazione efficace, ti aspetto sul blog.
