Quando un’azienda decide di PRENDERSI CURA delle risorse umane
Ci sono aziende che investono nella formazione perché devono farlo, e poi ci sono aziende che investono nella formazione perché hanno compreso che proprio lì si trova una delle ragioni che le hanno portate a raggiungere determinati risultati. Hanno compreso che aggiornarsi non significa semplicemente acquisire nuove competenze, ma sviluppare la capacità di affrontare il cambiamento, anticipare le sfide e continuare a crescere in un contesto che evolve continuamente.
Quando sono entrata in aula in Marinelli Umberto Srl di San Salvo, la prima cosa che ho pensato non è stata agli asfalti, ai cantieri o alle opere infrastrutturali che da quasi sessant’anni caratterizzano tale realtà imprenditoriale del territorio. Ho pensato immediatamente alle persone, a tutte quelle donne e quegli uomini che ogni giorno svolgono la propria mansione all’interno di questo organismo vitale che chiamiamo azienda, contribuendo con professionalità, esperienza e passione al raggiungimento degli obiettivi comuni. Perché, se ci riflettiamo bene, dietro ogni strada realizzata, dietro ogni opera pubblica consegnata, dietro ogni certificazione ottenuta e mantenuta nel tempo, esiste sempre qualcosa che non compare nei bilanci, che resta quasi in ombra e che raramente appare nelle fotografie dei cantieri. È qualcosa di invisibile, ma rappresenta la vera linfa vitale di qualsiasi attività economica.
Hai capito di cosa sto parlando?
Esatto, sto parlando del capitale umano.
Ed è proprio nella tutela, nella cura e nell’attenzione verso le persone che collaborano all’interno di un’organizzazione che le aziende più lungimiranti riescono a fare la differenza. Perché i processi possono essere migliorati, le tecnologie possono essere aggiornate e i macchinari possono essere sostituiti, ma sono sempre le persone a dare significato, valore e continuità a tutto ciò che un’impresa realizza.
Dove sono andata?
La storia di Marinelli Umberto Srl inizia nel 1967 e cresce seguendo una filosofia molto chiara: miglioramento continuo, innovazione, valorizzazione delle competenze e attenzione alle persone. Non è una mia interpretazione personale, ma sono gli stessi valori che l’azienda dichiara apertamente come fondamento del proprio modo di lavorare e che, osservandola da vicino, emergono con naturalezza nelle scelte che continua a compiere. Parlare dell’azienda Marinelli Umberto Srl significa raccontare una delle realtà imprenditoriali che hanno contribuito in modo concreto alla crescita e allo sviluppo del territorio tra Abruzzo e Molise. Fondata a San Salvo dalla visione e dalla determinazione di Umberto Marinelli, l’azienda è cresciuta attraverso un percorso fatto di lavoro, innovazione e miglioramento continuo, diventando nel tempo un punto di riferimento nel settore delle infrastrutture stradali, delle opere pubbliche e private, delle pavimentazioni e delle urbanizzazioni.
Oggi l’azienda Marinelli rappresenta un’organizzazione moderna e dinamica, capace di coniugare esperienza e aggiornamento costante, investendo sia in tecnologie e mezzi all’avanguardia sia nelle competenze delle proprie persone. La sua reputazione si fonda su valori come affidabilità, professionalità, qualità e attenzione al cliente, ma soprattutto sulla convinzione che la crescita di un’azienda passi inevitabilmente dalla crescita delle persone che ogni giorno ne costruiscono il successo. La domanda che mi sono posta fin dal primo contatto con questa realtà è stata molto semplice: come fa un’impresa che opera in un settore altamente tecnico a mantenere nel tempo qualità, affidabilità e capacità di innovazione?
Osservando, da oltre 30 anni, da vicino aziende come questa, la risposta appare tanto semplice quanto lungimirante: non aggiornando soltanto macchinari, procedure e tecnologie, ma aggiornando le persone. È una differenza che può sembrare sottile, ma che in realtà determina il successo o la stagnazione di molte organizzazioni. Ed è esattamente il motivo per cui considero la formazione e il corporate coach, uno degli investimenti più importanti che un’azienda possa fare.
Il bias più pericoloso nelle aziende che hanno successo
Durante il percorso formativo ho lanciato una provocazione ai partecipanti.
«Qual è il rischio più grande per un’azienda che funziona bene?»
Molti hanno risposto la concorrenza. Altri hanno parlato del mercato. Qualcuno ha indicato le normative e una burocrazia sempre più articolata e complessa. Tutte risposte corrette, nate dall’esperienza e dall’abitudine a gestire problemi concreti ogni giorno.
Eppure uno dei rischi più grandi, e forse uno dei più sottovalutati, è un altro: il Bias di Conferma.
Di cosa stiamo parlando?
Semplicemente di quella tendenza mentale che ci porta a cercare continuamente prove che confermano ciò che già pensiamo o ciò che abbiamo sempre fatto, ignorando inconsapevolmente tutto ciò che potrebbe metterlo in discussione. Tradotto in azienda assume una forma che tutti abbiamo sentito almeno una volta.
“Abbiamo sempre fatto così.”
È una frase apparentemente innocua, ma spesso rappresenta uno dei principali ostacoli alla crescita. Perché quando l’esperienza smette di essere una risorsa e diventa una certezza assoluta, il rischio è quello di smettere di osservare la realtà con curiosità.
L’azienda Marinelli racconta invece una storia diversa. Una storia fatta di innovazione continua, di mezzi costantemente aggiornati, di competenze da sviluppare e di miglioramento permanente. In altre parole, l’esatto contrario del Bias di Conferma. È la scelta di continuare a mettersi in discussione anche quando i risultati sono positivi, e credimi, non è affatto scontato.
Perché il problema non è nella competenza
Una delle convinzioni più diffuse nelle aziende è che gli errori nascano principalmente dalla mancanza di competenze tecniche. A volte è vero, ma molto più spesso non è così. Nelle aule aziendali mi capita continuamente di osservare una situazione diversa. Le persone sanno cosa fare, conoscono procedure, strumenti e obiettivi, hanno esperienza e possiedono tutte le competenze necessarie per affrontare le criticità.
Eppure nascono incomprensioni, nascono tensioni, nascono ritardi, nascono attriti.
Perché?
Per esperienza, soprattutto nelle aziende strutturate e ad alta specializzazione, mi sono resa conto che i problemi più complessi raramente nascono dalla mancanza di competenze tecniche. Nella maggior parte dei casi il vero ostacolo si nasconde nel modo in cui interpretiamo ciò che accade intorno a noi. È proprio qui che entrano in gioco le distorsioni cognitive, quei meccanismi automatici con cui il cervello cerca di dare un significato alla realtà e che, molto spesso, ci portano a costruire conclusioni che con la realtà hanno poco a che vedere.
Pensiamo alla cosiddetta Lettura del Pensiero.
Un collega appare più distante del solito, un responsabile risponde in modo più sintetico a una mail. Manca una piccola attenzione a cui eravamo abituati, e immediatamente la mente inizia a riempire gli spazi vuoti costruendo una narrazione personale.
“Forse ce l’ha con me.”
“Forse non apprezza il mio lavoro.”
“Forse ho commesso un errore.”
Il problema non è il pensiero che nasce spontaneamente. Il problema nasce quando quel pensiero viene trattato come una verità accertata. Da quel momento cambiano i comportamenti, si alzano le difese, diminuisce la fiducia e relazioni perfettamente sane iniziano a deteriorarsi senza che sia realmente accaduto nulla. Esiste poi un’altra distorsione che incontro continuamente durante i percorsi formativi e che considero una delle più pericolose per il benessere organizzativo: la catastrofizzazione. È quel processo mentale che trasforma una difficoltà gestibile in una minaccia enorme, e un ritardo diventa il segnale di un fallimento imminente, una criticità operativa viene vissuta come una crisi, un errore occasionale viene interpretato come la prova che tutto stia andando nella direzione sbagliata. In queste condizioni il cervello entra in modalità sopravvivenza e concentra tutte le proprie energie sulla difesa.
Eppure le aziende che crescono, innovano e mantengono alte le proprie performance sono quelle che riescono a fare esattamente il contrario. Si fermano, osservano i fatti per ciò che sono e distinguono ciò che sta realmente accadendo da ciò che la mente sta semplicemente immaginando. Perché una persona che lavora nella paura difficilmente proporrà nuove idee, si assumerà responsabilità o contribuirà al cambiamento, ma tenderà piuttosto a proteggersi. E quando un intero team entra in questa logica difensiva, anche l’organizzazione più competente rischia di rallentare la propria crescita. Per questo motivo la formazione moderna non può limitarsi agli aspetti tecnici, ma deve necessariamente lavorare anche sui meccanismi mentali che guidano le decisioni, la comunicazione e le relazioni professionali.
Formazione significa anche allenare il pensiero
Una delle cose che più apprezzo nelle aziende che investono seriamente nelle persone è che comprendono una differenza fondamentale: la formazione non serve a riempire le persone di informazioni, ma serve a modificare il modo in cui osservano la realtà. Quando un collaboratore impara a riconoscere una distorsione cognitiva prima che si trasformi in conflitto, migliora la comunicazione e, di conseguenza, migliorano il benessere aziendale e i risultati. Allo stesso modo, quando un responsabile riconosce il proprio Bias di Conferma, migliora la leadership, e ancora quando un team smette di reagire automaticamente e inizia a riflettere prima di interpretare, migliora la qualità delle relazioni.
E quando migliorano le relazioni, migliora inevitabilmente anche la produttività.
Un insegnamento che vale per tutto il territorio. La Marinelli Umberto Srl rappresenta una realtà importante per San Salvo, per il Vastese e per una parte significativa dell’Abruzzo e del Molise. Un’azienda cresciuta nel tempo grazie a competenza, organizzazione, innovazione e attenzione alla qualità. Ma la lezione più interessante che lascia non riguarda soltanto le opere che realizza. Riguarda la scelta di continuare a imparare. Perché dopo quasi sessant’anni di attività sarebbe facile pensare di sapere già tutto. Sarebbe facile rifugiarsi nell’esperienza. Sarebbe facile dire: “Abbiamo sempre fatto così.”
Invece la formazione continua, l’aggiornamento costante e la volontà di investire sulle persone raccontano una storia diversa. La storia di un’azienda che non si limita a costruire infrastrutture, ma continua ogni giorno a costruire competenze, consapevolezza e futuro. E forse è proprio questa la forma più intelligente di leadership che un’impresa possa esercitare sul proprio territorio. E io, Tiziana Iozzi, sono orgogliosa di poter contribuire, attraverso la formazione, a questo percorso di crescita.
Secondo me questa versione è molto più vicina all’articolo sui bias cognitivi: meno “marketing”, più riflessione, più osservazione d’aula, più collegamento tra esperienza, persone e organizzazione. Mantiene però il focus sulla Marinelli e non altera nessuna informazione aziendale.
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Il workbook unificato su tono emotivo, leadership situazionale, gestione del tempo e distorsioni cognitive è materiale riservato ai partecipanti del percorso formativo, costruito su scenari reali
Per informazioni sul percorso: compila il form oppure scrivi a info@tizianaiozzi.it
