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Lavoro, Donne, Innovazione: si può fare?

La domanda è:

“Lavoro, donne, innovazione: si può fare?”

La risposta è:

“Sì, si può fare!”

La testimonianza è data dai mille progetti e dalle numerose iniziative a favore delle donne, della loro inclusione e dei continui e numerosi progetti che si alternano sia a livello locale che nazionale.

La risposta è Un nuovo progetto, una nuova iniziativa che gli Stati Generali delle Donne HUB ETS-APS hanno messo in campo a favore delle donne, con le donne, per le donne: si chiama L’innovazione digitale, generatrice sociale, in epoca post- Covid 19”.

Il progetto è stato presentato nei giorni scorsi a Pescara in collaborazione con i comuni di Bomba, Fallo, Francavilla al Mare, Pietraferrazzana; sinergia, rete e condivisione dunque le parole chiave che da sempre contraddistinguono gli Stati Generali delle Donne. Qui e ora, con un’emergenza ancora in corso ma con tanta voglia di ripartire, la tecnologia e il digitale possono essere ancora più importanti e decisivi per le donne che vogliono fare imprenditoria o sviluppare nuove competenze online. Si tratta di ottimismo, professionalità, coraggio, resilienza, innovazione o possibilità di lavoro?

Quale dunque la missione del progetto “L’innovazione digitale, generatrice sociale, in epoca post- Covid 19”? “Ridurre le ineguaglianze, a contrastare le condizioni di svantaggio della persona, a ridurre i fenomeni di marginalità. Le aree individuate sono diverse fra loro, una è un’area urbana costiera le altre tre sono aree montane. Due dei comuni dell’area interna del Sangro sono tra i 100 comuni più piccoli d’Italia. I territori sono diversi non solo per gli aspetti demografici ma anche per quelli sociali, economici e culturali”.

Nel dettaglio, inoltre il progetto avrà una durata di nove mesi e prevede:

  • il coinvolgimento di 20 donne disoccupate under 50 ed a rischio povertà individuate nei comuni partner attraverso gli sportelli degli assessorati al sociale che saranno formate in presenza ed on line su apposita piattaforma digitale su alcune materie di base per approcciare l’utenza fragile ed over 65 come, ad esempio, il sostegno psicologico a distanza;
  • L’individuazione di 100 persone over 65 per condurle fuori dall’isolamento forzato pandemico con sostegno a distanza, riducendo il loro digital divide, riaccendendo la loro vita sociale.

In particolare, quest’ultimo punto è molto interessante: la formazione delle donne e la formazione digitale degli over 65 infatti migliora la situazione delle comunità dei territori coinvolti in quanto vanno ad inserirsi in un contesto di isolamento, di solitudine psicologica delle persone anziane riducendone l’impatto sui servizi sociali di base. Le 20 donne formate aumenteranno le loro conoscenze in termini di sapere, le loro competenze in termini di saper fare e le loro abilità in termini di saper essere e potranno così, mettere in campo il nuovo “know how” per un impiego sociale “dei e nei” Comuni aderenti al progetto.

Durante la presentazione del progetto, la conferenza stampa tenutasi nella sala Corradino D’ Ascanio della Regione Abruzzo il 10 dicembre 2021 diversi sono stati gli interventi da parte dei relatori presenti come Rosaria Nelli, presidente dell’associazione Stati Generali delle Donne HUB ETS-APS la quale ha sottolineato come “dopo il periodo di isolamento pandemico questo progetto è una vera e propria occasione per stimolare chi è in condizioni di fragilità e di svantaggio di elevare la conoscenza, le competenze ed il valore sociale dello stare insieme contrastando la solitudine e la marginalità.”

Presente anche il dirigente del settore Programmazione Sociale della Regione Abruzzo, Raimondo Pascale che ha parlato dell’attenzione della Regione nei confronti di iniziative del genere che mirano al superamento dell’isolamento e dell’emarginazione: “L’idea progettuale ha il carattere della prossimità alle persone e la forza di resilienza per le comunità; è un progetto efficace e circolare perché favorisce esperienze e pratiche volte a ridurre il fenomeno della marginalità e della esclusione sociale soprattutto nei Comuni che per orografia del territorio hanno più necessita di servizi sociali e sanitari. Dobbiamo lavorare ad iniziative ed azioni positive perché lo scopo prioritario del Piano Sociale Regionale 2021-2023, insieme agli indirizzi del Piano Sociale Nazionale, è quello di perseguire ed assicurare la coesione sociale offrendo il contributo della Regione al rilancio del paese”.

È stata poi Pina Rosato, coordinatrice del progetto, ad entrare nel merito dello stesso: “Il lockdown della lunga primavera 2020, con l’isolamento forzato, ha messo in luce l’enorme ‘digital divide’ esistente a livello generazionale, culturale, territoriale e sociale. ‘Disuguaglianza’ digitale generazionale è la misura dell’isolamento non volontario degli anziani che hanno subito un danno psicologico irreversibile durante il lockdown: hanno vissuto l’esclusione da qualsiasi forma di comunicazione e di informazione on line. L’anziano non conosce le molteplici opportunità offerte dall’uso del digitale in tutte le sue forme e i suoi canali. Obiettivo principale del progetto è la riduzione del digital divide generazionale incentivando l’educazione al digitale di anziani e donne”.

Alla conferenza stampa ha assistito in collegamento web Isa Maggi, ideatrice e coordinatrice nazionale degli Stati Generali delle Donne che, nel suo intervento, ha sottolineato l’importanza del progetto nato in Abruzzo. È intervenuta anche Gemma Andreini coordinatrice regionale del progetto la “Città delle Donne”.

“Città delle Donne”, amica cara questo è un altro esempio di come Gli Stati Generali delle Donne non si fermano mai anzi, lavorano di continuo con le donne.

Un altro progetto diventato realtà dunque: “Città delle Donne” lanciato a Matera 2019. Donne e uomini provenienti da tutte le regioni italiane insieme per creare una rete nazionale che unisca grandi città e piccoli paesi con l’obiettivo immediato di dare concretezza alle idee, alle proposte e progettualità di tante e tanti per ridisegnare le città con lo sguardo delle donne.

Al centro dell’agenda politica la tutela e valorizzazione dei bisogni di tutte le persone da realizzare attraverso un’alleanza basata sul fare.

Si tratta di un atto politico importante per la diffusione di una cultura di politiche delle risorse umane inclusive, libere da discriminazioni e pregiudizi, capaci di valorizzare i talenti in tutta la loro diversità e realizzare azioni positive per dare concretezza agli intenti prefissati e di darne ampia diffusione anche con l’affissione agli ingressi delle Città e dei Paesi di uno o più cartelli stradali che riproducono il logo delle “Città delle Donne”.

L’imprenditoria femminile, le donne e il lavoro: il cammino prosegue per la loro valorizzazione all’Expo di Dubai. Sì, Gli Stati Generali delle Donne pronte per la fiera internazionale.

Una piattaforma che è un laboratorio sociopolitico che attraverso la conoscenza, la partecipazione e la costruzione della Carta di Dubai monitori quella consapevolezza e responsabilità sociale, unici vettori per il cambiamento alla base del gender gap.

La piattaforma è pensiero in movimento, azione che cammina sulle gambe di donne e di uomini in grado di rispettare e valorizzare tutte le differenze, affermando la difesa delle libertà, la tutela dei diritti fondamentali.

Per partecipare alla costruzione della Carta delle Donne di Dubai e dare il tuo contributo alla sua scrittura, inviare suggerimenti e proporre idee ed inoltrare proposte, Sii protagonista di un cambiamento che mette al centro del “fare” la visione e la prospettiva femminile. I punti programmatici li trovi qui: Ci siamo messe in cammino verso Dubai ML.

Gli Stati Generali delle Donne hanno a cuore il mondo femminile e la sua crescita nel segno dell’inclusività così come fa il Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio Chieti Pescara

Da 7 anni infatti c’è “Impresa rosa, che storia!” con l’obiettivo di assegnare un riconoscimento alla storia d’impresa femminile più originale, come valorizzazione dell’ingegno e del saper fare delle donne, evidenziando quelle esperienze di successo che abbiano saputo esprimere estro, innovazione e ricerca, ottenendo prodotti di qualità e risultati economici.

Anche quest’anno le imprenditrici si racconteranno e le due migliori storie vinceranno un premio da 1.000 euro ciascuno.

Esempi di vincitrici del 2020? Francesca Fasciani che fatto del suo piede grandi un business: “Nel mio store online commercio calzature per donne che necessitano di una calzata particolare proponendo numeri dal 32 al 35 e dal 41 al 46, modelli originali ed eleganti poiché anche le “oversize” devono poter esibire la propria femminilità! “La mia attività ha preso vita da un’idea che a sua volta trae le sue radici da una necessità personale.”

Oppure il caso di Cinzia Perinetti ed Eleonora Guidotti due giovani modelliste prototipiste che si sono conosciute in quel di Pescara grazie alla Fashion Academy Pianeta Moda: “un laboratorio sartoriale innovativo, Drittofilo studio, che permetta la produzione di capi dalle radici attente all’ambiente e all’ambito sociale, con imprinting di creatività e artigianalità, e con la pretesa di essere durevoli nel tempo utilizzando tecnologie innovative e software che permettono di organizzare al meglio alcune fasi di lavorazione sartoriale. Un laboratorio che sia l’opposto del ‘fast’ da un punto di vista etico, ma allo stesso tempo all’avanguardia, poiché utilizzeremo le antiche tecniche sartoriali con un approccio SMART, che ci permetterà di usufruire di soluzioni strategiche che puntino alla riduzione di consumi e sprechi.”

Esempi di vincitrici del 2021? Sono Simona Iannini e Arianna Pozzi le vincitrici della settima edizione di “Imprese in rosa: che storia!”, il concorso promosso dal Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di Commercio Chieti Pescara.

Simona Iannini si presenta così: “Salve a tutti, sono un Merletto e vi voglio raccontare la storia delle abili mani che mi hanno realizzato … con amore. 52 anni fa, dentro “le mura” della città di L’Aquila, nasceva Simona Iannini. Fedeli al motto della nonna materna: “Mai stare con le mani in mano!”, le sono state insegnate molte arti femminili: tecniche di ricamo, maglia ai ferri, ci hanno provato anche con il taglio e cucito!

Arianna Pozzi si racconta così: “Mi chiamo Arianna Pozzi ho (quasi) 18 anni e a 15 ho creato la mia startup GAIA MY FRIEND, un’applicazione che attraverso un’innovativa intelligenza artificiale consiglia l’outfit perfetto da indossare in base ai gusti e alle emozioni dell’utente. All’inizio era solo un’idea a cui avevo pensato per risolvere il dilemma che io e le mie amiche avevamo ogni giorno davanti all’armadio ma poi è diventato il mio lavoro.”

Storie di donne, storie di idee e progetti, storie di imprenditorialità femminile che Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio Chieti Pescara e gli Stati Generali delle Donne non vogliono lasciare da parte ma evidenziate e far conoscere a tutto il mondo femminile che vuole ma teme di non riuscire.

Non è così amica mia, se ci credi troverai i mezzi e la strada per arrivare a destinazione, la tua destinazione che ti permetterà di cambiare vita!

Un atto dovuto per prendersi cura di sé, raggiungere i propri obiettivi!

Sai che una cosa del genere è successa a tante co-autrici del libro Amati o Amàti questione di accento pubblicato con Masciulli Edizioni? Per alcune di loro scrivere un capitolo è stato terapeutico: hanno cioè, attraverso la scrittura, tirato fuori la loro natura, guardato in faccia sé stessa e dopo un meraviglioso sorriso, hanno iniziato a percorrere la loro nuova strada.

Dove le porterà? Sicuramente a sentirsi realizzate e più sicure.

Vuoi provare anche tu? Se ti risultasse complesso e impegnativo, scrivimi a info@tizianaiozzi.it per la tua sessione di coaching gratuita oppure a Pescara in Corso Manthonè, 62.