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Quando il benessere viaggia con i ritmi CIRCADIANI come e cosa fare?

Come si integra il benessere con i ritmi circadiani? Ma, cosa sono, di cosa si tratta? Forse non tutti sanno che il nostro corpo è regolato da un orologio biologico e interno alle nostre cellule. Ciascuno ha il suo!

C’è chi è più attivo e reattivo al mattino e chi invece ha più resistenza la sera

Vero è che ogni persona ha il suo, quindi come fare a essere efficaci ed efficienti se siamo regolati dalla fisiologia del nostro corpo?

Si tratta di conoscere e stabilire a quali ritmi rispondiamo meglio. Ecco che i nostri cicli vitali sono i ritmi circadiani.

“Questi sono cicli compresi tra le 20 e le 28 ore che coinvolgono processi fisiologici del nostro organismo come la regolazione della temperatura, la secrezione ormonale e il ciclo sonno-veglia. Il primo a intuire che i ritmi osservati potessero derivare da un qualche fattore interno fu lo scienziato francese Jean-Jacques d’Ortous de Mairan che, nel 1729, notò che i modelli di 24 ore nei movimenti delle piante continuavano anche quando queste venivano tenute in condizioni di buio costante.” https://bit.ly/2ke84AF

Cosa hanno a che fare i cicli circadiani con il benessere? Con la quotidianità? Con il nostro essere performanti?

Ma se quella dello scienziato francese è stata una pura intuizione, ai tre scienziati premiati con il Nobel va il merito di aver isolato – utilizzando il moscerino della frutta ma il sistema è identico in molte altre specie compreso l’uomo – il gene capace di controllare il nostro orologio biologico interno. In particolare i tre hanno dimostrato che il gene Period è in grado di produrre una proteina che si accumula nella cellula durante la notte e poi viene degradata durante il giorno. Successivamente i vincitori hanno individuato ulteriori componenti proteici che regolano l’espressione di questo gene chiarendo in che modo la cellula e di conseguenza il corpo seguono il ritmo giorno-notte. Scoperte di fondamentale importanza per lo studio di fenomeni come il jet-lag e l’insorgenza di malattie dovute ad uno squilibrio del ritmo sonno-veglia.

Ecco che il coaching ben si inserisce in una giornata in cui i ritmi sono stati equilibrati, il cervello si è ricaricato e si è lucidi per acquisire consapevolezza sul da farsi. Qualsiasi attività che richieda concentrazione e analisi, se sviluppata in un ambiente sano ci porta a vedere tutto con altri occhi. Se “gli occhi sono aperti” e il sonno è stato corroborante.

“Di quanto dormire sia indispensabile per depurare il nostro organismo, per stare bene e vivere nel benessere si approfondisce anche in un interessantissimo articolo del sito addiotossine.com in cui pare che il buon ritmo sonno veglia giochi un ruolo veramente importante anche il nostro cervello. A fornirci queste preziose informazioni sono i ricercatori dell’University of Rochester Medical Center di New York.

È stato condotto uno studio in cui si è scoperto che lo spazio tra le cellule cerebrali può aumentare durante il sonno, un fenomeno che si ritiene possa consentire al cervello di eliminare le tossine che si accumulano durante le ore di veglia.

Il dottor Maiken Nedergaard e colleghi del Center for Translational Neuromedicine presso l’UR hanno trovato in una sorta di sistema idraulico, chiamato glymphatic system, l’elemento che controlla il flusso del fluido cerebrospinale che circonda cervello e midollo spinale. Questo sistema idraulico, pare sia quello che permette durante il sonno di far scorrere molto rapidamente questo liquido trasparente, che è appunto il fluido.”

Se è vero come è vero che si tratta di un processo indispensabile e di fondamentale importanza per tenere in salute il cervello, quanto è importante affrontare la giornata carichi e con la massima concentrazione?

Vero è che il sonno, i ritmi circadiani non sono sufficienti quando il nostro corpo è intasato, è in iperacidosi, è pieno di tossine invisibili.

“L’accumulo, di particolari tossine dannose, è correlato all’insorgenza di malattie degenerative come l’Alzheimer.

Il sistema di pulizie scoperto da Nedergaard è specifico del cervello, che è un ecosistema chiuso e rimane fuori dall’altro circuito ripulente del corpo umano, ossia il sistema linfatico.

Liberare il cervello dalle tossine richiede molta energia: ecco perché, ipotizzano i ricercatori, il dispendio energetico notturno del cervello non è molto inferiore a quello diurno. Ciò spiegherebbe anche perché questo processo avviene di notte, quando non stiamo processando attivamente informazioni: «Non puoi intrattenere gli ospiti e pulire casa contemporaneamente».

La ricerca fa emergere anche un’altra, sorprendente dinamica: durante il sonno, le cellule cerebrali si restringerebbero del 60% per permettere al liquor di penetrare in modo più capillare nel tessuto cerebrale e ripulirlo al meglio.

Insomma capito quanto il nostro corpo si da fare per tenerci puliti? Il tuo cervello si preoccupa di liberarti dalle tossine mentre tu stai dormendo; ringrazialo e da sveglio scegli anche tu di prenderti cura di lui.”

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Quando ti rendi conto che non hai abbastanza energia, che hai una diminuita capacità di concentrazione, come e cosa fare?

Fermarsi, prendersi del tempo e dedicarsi alla consapevolezza del sé. È lì, è allora che si prende coscienza di quanto è importante il proprio benessere e di quanto è utile – a parte i cicli circadiani – a s c o l t a r s i.

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